Milano. Correntista italiana di colore allontanata dall’ufficio postale

Naturalmente il razzismo non c’entra, ci mancherebbe: la donna – da 25 anni in Italia, cittadina italiana, correntista presso le Poste Italiane e bisognosa di sbrigare alcune praticheaveva in testa un foulard.

Non un burqa, né il velo integrale, quello che lascia scoperti soltanto gli occhi: un semplice foulard, un fazzoletto, insomma, quello che fino a qualche anno fa le donne italiane usavano comunemente per coprirsi il capo, quando uscivano di casa.

Un fazzoletto come ne ho visti indossare per semplice vezzo a italianissime ragazze, che avevano la pelle più chiara, loro, ma questo non importa, poiché il razzismo non ha niente a che vedere con la vicenda.

Viceversa, bisognerebbe censurare con energia il comportamento del direttore dell’ufficio postale che a MilanoItalia, ventunesimo secolo – ha allontanato gridando la signora, perché il foulard è vietato, come dice il cartello all’ingresso.

Cartello che in realtà  mostra un casco e un passamontagna barrati. Perché è normale che in un ufficio postale non si possa entrare col volto coperto. Ma il fazzoletto in questione copriva appena i capelli, lasciando libero l’intero volto.

La signora se n’è andata via piangendo, e questo accade oggi in Italia nella città che non molto tempo fa ha ospitato il mondo intero con l’Expo.

Sul seguito della vicenda, consiglio questo articolo di Alessandro Gilioli, pubblicato su L’Espresso.

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Raccogliere erbe commestibili

La prima immagine di questo articolo è sfocata, ma la pubblico lo stesso perché mi piace (mi piaceva già mentre la scattavo). Ritrae alcuni dei partecipanti alla passeggiata alla scoperta delle erbe commestibili organizzata dal gruppo Un sacco di gente con il sacco al bosco Baden Powell, in contrada Tagliata a Mesagne (Brindisi). Nostra guida nella natura è stato Giovanni Guarini, autore della pagina Erbe selvatiche commestibili, ritratto nell’immagine alla testa di un piccolo plotone.

Altre foto, di miglior qualità, sono disponibili sulla pagina Facebook, alla quale rimando. Qui voglio solo dire che è stato bello camminare nel bosco concentrandosi per una volta non sui rifiuti da rimuovere, ma sui prodotti della natura. Dopo le varie raccolte, questa volta il sottobosco è apparso pulito e abbiamo potuto inoltrarci tra le erbe osservando – e raccogliendo – le cicorielle, la calendula, la borragine, la mentuccia, l’aglio selvatico e tante altre erbe il cui nome purtroppo già mi sfugge.

I partecipanti sono stati molto contenti, grazie alla bellezza del luogo e alla competenza di Giovanni, e il bosco della Tagliata per un paio d’ore è stato frequentato, abitato. È bello contribuire a far rivivere i luoghi che liberiamo dai rifiuti. Sto immaginando altre iniziative per rinsaldare i legami di questo splendido angolo di natura con gli abitanti della vicina città, affinché questo luogo non resti abbandonato. Ad esempio, sarebbe carina una rassegna di spettacoli nel bosco…

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San Martino

La nebbia, gli irti colli,
la pianura gualcita,
i quattro gol segnati
in casa da due squadre,
i quattro gol subiti,

e

stormi d’uccelli neri,
la spiaggia con il mare,
cent’anni di armistizio,
(grandi celebrazioni),
incendi in California,

e
la

stanchezza nella carne
che tiene insieme il corpo,
il mosto fatto vino,
il vino fatto nostro,
l’immagine lontana,

ri-
por-
ta

i campi nella nebbia
di là del finestrino,
il ruolo di bambino
che abbraccia con lo sguardo
la vastità del mondo.

[Mario Badino, 11 novembre 2018]

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Appuntamenti

Appuntamenti ce n’è tanti.

Io ve ne ricordo due, che si svolgeranno entrambi questo sabato 10 novembre.

A Mesagne (Brindisi), al bosco Baden Powell (davanti allo stadio cittadino), a partire dalle 15.30 sarà possibile andare alla ricerca di erbe commestibili con Giovanni Guarini, autore della pagina Erbe selvatiche commestibili. L’appuntamento è organizzato dal gruppo Un sacco di gente con il sacco.

>>> L’evento Facebook.

La sera, invece, a Lecce, sarò alle Manifatture KNOS, come partecipante a La Slam, gara di poesia valida per il campionato LIPS (Lega Italiana Poetry Slam).

Maestro di cerimonia sarà Francesco Palmieri.

>>> L’evento Facebook.

In entrambi i casi, non mancate!

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Un sacco di gente con il sacco: alla scoperta delle erbe selvatiche commestibili

Sabato 10 novembre (questo sabato), a partire dalle ore 15.30, il gruppo Un sacco di gente con il sacco organizza una passeggiata nel bosco Baden Powell, sito in località Tagliata, proprio di fronte allo stadio di Mesagne (Brindisi), alla scoperta delle erbe selvatiche commestibili.

A guidarci nella natura sarà Giovanni Guarini, «esperto di erbette selvatiche» e autore della pagina Erbe selvatiche commestibili.

Per partecipare sarà sufficiente ritrovarsi all’orario indicato nel bosco davanti allo stadio, armati di sana voglia di camminare tra gli alberi e le altre piante, e magari di un coltello o un paio di forbici e di bustine per raccogliere le erbe.

L’area interessata dall’iniziativa è la stessa nella quale Un sacco di gente con il sacco si è ritrovata più volte, per partecipare a raccolte volontarie di rifiuti. In questa occasione, non di pulire si tratta, ma di far conoscere, e vivere, un luogo già in gran parte liberato dalla presenza di rifiuti.

Si tratta, in altre parole, del tentativo di restituire il territorio alla frequentazione delle persone, per apprezzare insieme la natura e meglio tutelare l’ambiente che ci circonda.

Per ulteriori informazioni, rinvio all’evento Facebook o al numero di telefono 333 2131617 (Mario).

>>> Nella foto: Malva. Emolliente, rilassante, ottima cotta. I fiori vanno benissimo nelle insalate, nelle tisane e nelle pomate. I capolini dei fiori ancora chiusi sono buonissimi saltati in padella (dalla raccolta di rifiuti organizzata ai Grutti di Mesagne giusto un anno fa).

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Se la vostra è politica

Mi dicono che non sono un politico. Siccome è vero, il discorso potrebbe chiudersi qui.

Intendono che non sono politici i miei ragionamenti, i miei argomenti, i miei inviti a votare o non votare certe forze politiche.

Perché sono un idealista, perché ho una visione “religiosa” delle cose (sic), perché criticare tutto e tutti è infantile.

Chi lo dice, invece, ha scelto. Ad esempio, tra questo governo e il Pd ha scelto il Pd.

Qualcun altro ha optato per i 5 Stelle; e, nella speranza di un «cambiamento», si è fatto andare bene persino la Lega.

Io non ci riesco.

Non posso, perché individuo nel Pd il più compiuto tra i nemici di classe (di classe sociale, perché stanno per i padroni, per i ricchi, per la grande finanza; ah, già, dimenticavo che vivo anche nel passato; beati voi che state nel presente).

Non posso, perché considero 5 Stelle e Lega partiti populisti, razzisti (considero, eh, non pretendo di avere ragione, perciò piano con le querele), e mi sembra che stiano facendo un sacco di cose pericolose per la stessa tenuta del Paese e la salute dei suoi abitanti (ma anche qui: non molto più del Pd, se volete il mio parere).

E quindi, se devo fare un ragionamento politico, preferisco dare il mio voto e, in vario modo, il mio sostegno e la mia partecipazione, ad altre forze politiche che non stanno in Parlamento, ma che considero alternative, a livello di idee e di ricette concrete, alle forze di cui sopra.

Se devo fare un ragionamento politico, preferisco non eleggere maggioranze che non mi rappresentano, bensì portare il mio sostegno a chi oggi è minoritario, ma condivide la mia visione delle cose. Purché questo partito, o movimento, sappia lavorare nel tempo, proporsi sul territorio, diffondere le proprie idee e, prima o dopo, portarle in Parlamento, sia pure in una posizione di minoranza. Perché per me è fuori discussione che, al di là di certi argomenti e di preferenze da tifoso, le forze politiche rappresentate in Parlamento condividano il medesimo modello economico.

Un modello economico che si traduce non solo nello sfruttamento di milioni di esseri umani e nelle diseguagianze economiche e sociali, ma anche nella devastazione ambientale (l’ultimo rapporto dell’International Panel on Climate Change, la commissione internazionale che studia il cambiamento climatico globale, è molto pessimista sulle reali possibilità che abbiamo di evitare i danni maggiori legati all’aumento della temperatura del pianeta), nelle guerre, nel radicamento della mentalità consumista nelle nostre teste e nelle nostre abitudini.

Siccome insisto sui temi generali, rischio di accreditare la mia immagine come idealista: la politica è altro, è compromesso, è accordo, sono i piccoli passi. E questo mi starebbe anche bene, se i partiti che mi si invita a votare – in base al ragionamento che gli altri sono troppo piccoli e votarli è come bruciare il proprio voto – non fossero nei fatti direttamente corresponsabili, di quanto detto sopra.

Votare Pd perché il senatore leghista Pillon cerca di rendere più difficile il divorzio? Non è una richiesta da scartare a priori. Certe posizioni retrograde fanno venire in mente che qualunque altra maggioranza di governo sarebbe migliore, quindi anche quella del Pd che, almeno in fatto di diritti civili, qualcosa di buono aveva anche fatto.

Però non posso. Ma non perché dall’alto della torre eburnea non riesco a concedere il mio favore a chi accetta di sporcarsi le mani con la politica concreta. Non posso perché si tratta del partito che più di tutti predica lo smantellamento dello stato sociale, la privatizzazione dei servizi fondamentali, la finanziarizzazione della vita. Lo fanno anche gli altri? E io mica li voto!

Ma come votare per chi sostiene, con la concessione delle basi e dello spazio aereo nazionale (e a volte anche con l’invio di uomini e mezzi), le guerre imperialiste degli Stati Uniti d’America e dei loro alleati (si pensi, ad esempio, alle bombe italiane nella guerra dell’Arabia Saudita allo Yemen)?

Quale politica è questa, che richiede l’adesione a un partito in base al colore della casacca, senza considerare più le questioni di ordine generale, il posizionamento (o la mancanza di un posizionamento coerente) rispetto alle questioni calde che agitano il mondo?

A me non sembra politica, ma solo il ripetersi stanco dei medesimi errori. Al limite, la ricerca di piccoli aggiustamenti.

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Mal tempo

Si sprecano i commenti sul fatto che piove. La pioggia bagna i campi, e meno male.

Si sprecano i riferimenti al governo ladro, al governo del cambiamento, al governo precedente ladro, a quello attuale, «honesto».

Gli è, cari signori, che quando piove, piove; e che il clima impazzito è un fatto in atto, di cui bisogna tenere conto come la vera emergenza del nostro presente.

Capisco che la lotta contro i cambiamenti climatici non renda bene come quella contro l’invasione (inventata) dei migranti. Capisco anche che si tratta una lotta persa. Eppure, per avere qualche speranza di salvarci – come nazione e come specie umana – dobbiamo per forza combattere in questa direzione, non solo attuando una doverosa riduzione delle emissioni di gas serra (e una riduzione dell’inquinamento tout court), ma anche rimettendo a posto il Paese, il suolo, i corsi d’acqua, le coste.

Il ripristino di condizioni decenti dal punto di vista idrogeologico e la riduzione delle emissioni inquinanti dovrebbero venire prima di qualunque altra cosa.

La portata di certe piogge non è normale. Non è normale neppure che fenomeni atmosferici di più lieve entità si trasformino in frane e alluvioni.

Come siamo messi a cementificazione?

Come siamo messi a politiche di rimboschimento?

Come siamo messi a demolizione degli edifici abusivi?

Come siamo messi a pulizia dei corsi d’acqua?

Come siamo messi a presenza/pulizia dei canali di scolo dell’acqua piovana e a presenza di vasche di raccolta?

Come siamo messi a procedure d’evacuazione rapida di una zona ritenuta a rischio?

Come siamo messi a procedure d’intervento rapido in una zona ritenuta a rischio?

Piove, governo distratto. Perché occuparsi prevalentemente di immigrazione è un triste diversivo, agito sulla pelle di esseri umani. Perché il taglio di pensioni d’oro e vitalizi – vero o presunto non è dato sapere – è un successo effimero, considerati i veri problemi con cui dobbiamo confrontarci.

Perché il governo del «cambiamento» non ha in mente un modello economico diverso da quello che ci ha condotti al disastro ambientale. Lo dimostrano tutti i casi in cui hanno affermato che «non potevano fare diversamente» da quanto deciso dai governi precedenti. Lo dimostra la mancanza di proposte incisive di fronte all’annunciato disastro ambientale, di cui osserviamo impotenti le prime avvisaglie. Lo dimostrano proposte come quelle dei fanghi “agli idrocarburi” da spargere sui campi coltivati.

Data la situazione, tutte le nostre energie dovrebbero essere concentrate sulla necessità di correre ai ripari. Ma, tristemente, siamo occupati a fare altro.

>>> La foto dell’acqua alta a Venezia è mia, e risale al 2008.

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10 novembre: si slamma a Lecce!

Sabato 10 novembre, dalle ore 21.30, alle Manifatture KNOS, parteciperò a La Slam, gara valida per il campionato LIPS (Lega Italiana Poetry Slam).

Maestro di Cerimonia della serata sarà Francesco Palmieri.

Traggo dall’evento Facebook della serata:

LA SLAM è una giostra, è una gara, un duello.

Per chi è devoto a carta e inchiostro e ci si sfoga, per chi scrive il suo mal di vivere su un qualunque supporto tecnologico, è arrivato il momento di confrontarsi, di crescere, di esprimersi.

DIECI POETI si cimenteranno in un duello a colpi di rime affilate, pensieri folgoranti e vertiginose metafore.

Per l’occasione, nelle vesti di Maestro di Cerimonia sarà Francesco Palmieri, che cercherà di scandire tempi e modi dell’avvicendarsi al microfono dei partecipanti.

La serata sarà accompagnata dalla Musica dei “Deux Oiseaux et un Lézard” e si prevedono altre incursioni artistiche di vario genere e innegabile valore del panorama Salentino.

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Aggressioni razziste

Quando dico che sto cercando di raccogliere in un unica pagina tutte le aggressioni razziste che si sono verificate in Italia negli ultimi mesi, ma che, non essendo io una redazione, per forza di cose non sono in grado di raccoglierle tutte, dico il vero.

Un lavoro simile ha fatto il giornale «Repubblica», e gli episodi citati sono molti di più (anche se in un caso, quello dell’atleta italiana Daisy Osakue, non di razzismo si trattava, a dire il vero; la vicenda ha però dato il via a un’infinità di commenti razzisti contro la giovane atleta).

Mi limito a linkare l’articolo di «Repubblica», che invito a consultare, per avere un’idea di che cosa si intende, quando si dice che in Italia si sta diffondendo il razzismo.

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Grazie a chi ha partecipato alla raccolta!

Un grazie a tutte le persone che venerdì pomeriggio hanno contribuito a raccogliere i rifiuti nel bosco Baden Powell, in località Tagliata, a Mesagne (Brindisi), che oltretutto sono state ben di più di quelle raffigurate nella foto.

Sono sempre più convinto del valore civico e ambientale di iniziative come questa. È giusto che ci si attivi, come cittadini interessati alla salute della propria comunità, per diffondere comportamenti virtuosi partendo dalle azioni concrete.

Oggi siamo stati davvero… un sacco di gente con il sacco. Più di noi, solo le zanzare.

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