Voci di Libertà Poetry Slam

Sabato sera sarò a Bari, presso l’Officina degli Esordi, in via Francesco Crispi 5, per l’iniziativa «Voci di Libertà», musica, poesia e informazione contro xenofobia e razzismo. In particolare, parteciperò al Poetry Slam che si terrà a partire dalle ore 20.00. Regola importante: il primo testo recitato dovrà essere ispirato al tema della serata.

Cito dall’evento Facebook:

Voci di Libertà nasce come reazione spontanea alla Xenofobia, in un quartiere di Bari particolarmente sensibile a questa tematica. Assieme ad Amnesty International festeggeremo la vittoria del Premio Tenco conferita alla compilation “Voci per la Libertà – Una Canzone Per Amnesty”, dove spicca la band barese Tukurù.

Il programma della giornata prevede, alle ore 18.00, aperitivo e selezioni musicali al bar dell’Officina degli Esordi; alle ore 19.00 l’incontro: «Welcome: a Bari nessuno è straniero?», a cura di Amnesty International; alle ore 20:00 «POETRY SLAM against Xenophobia», a cura di Andrea Bitonto; alle ore 21:00 I Tukurù in concerto (finalisti di “Voci per la libertà” 2017) e alle ore 22:00 Afrovibes dj set – a cura di Superbass.

Voci di Libertà è organizzato da Officina degli Esordi e Casa Mandela, in collaborazione con Amnesty International. Da un’idea di Giovanni Ceresoli e Felice Mezzina.

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Un sacco di plastica in meno

Oggi sono andato al mare, presso la riserva naturale di Torre Guaceto (Brindisi).

L’inverno, in spiaggia, si accumulano i rifiuti, portati dall’acqua. Sono tanti, tantissimi.

Avevo con me un sacco. L’ho riempito, scegliendo solo la pastica, e l’ho portato a casa, nell’apposito bidone.

Una gocciaè il caso di dirlo – nel mare? Adesso, intanto, nella riserva naturale di Torre Guaceto c’è un sacco di plastica in meno.

Chissà che a farlo in tanti, a toglierne un po’ ogni giorno (al mare, sotto casa, in campagna) qualcosa non cominci a cambiare.

Magari la mentalità. Magari certi comportamenti: lungo le strade, infatti, i sacchi di rifiuti mica li lascia il mare.

>>> Sulle raccolte volontarie di rifiuti si veda, nel blog, la sezione Un sacco di gente con il sacco.

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Costruire percorsi in campagna

Con alcuni amici sto esplorando (avrei voluto mettere le virgolette, ma in fondo è proprio ciò che stiamo facendo) la campagna tra Mesagne, San Vito dei Normanni e Latiano, in provincia di Brindisi.

L’idea è quella di camminare all’aperto – che camminare è bello – ma anche quella di costruire itinerari da mettere a disposizione di chi, per immergersi nella natura, è disposto a lunghi viaggi e magari non conosce quanto è già a sua disposizione, tra stradine in terra battuta o con l’asfalto vecchio, crepato dal tempo, che si perdono tra i campi e gli ulivi, le pale di fichi d’india e i muretti a secco.

Terra di terra buona, insomma; piccoli trulli e masserie abbandonate.

 

L’idea è quella di riscoprire la campagna, anche; di farla riscoprire, nella speranza che una frequentazione intelligente – a piedi, in bicicletta – per coltivare il bello e non per devastare possa essere di antidoto all’abbandono, al trincerarsi dietro le mura di un centro commerciale, al deposito illegale di rifiuti – la normale spazzatura domestica, ma purtroppo anche tanto amianto.

Il mondo, alla fine, è di chi ci vive, e frequentare un luogo è il solo modo di tenerlo presente, curarlo, tutelarlo.

In queste “pagine” intendo raccontare, come potrò, le mie passeggiate, e pubblicherò alcune immagini per rendere l’idea di ciò che abbiamo a portata di piede e che troppo spesso neppure prendiamo in considerazione.

   

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Nuovi argomenti

Alcuni itinerari possibili, nelle campagne del bridisino.

Rifiuti “normali” da raccogliere, altri più pericolosi da segnalare.

I risultati del censimento dei Luoghi del Cuore 2018 del FAI (Fondo Italiano per l’Ambiente), con riferimento al Canale Reale, che ho cercato di promuovere.

Altre aggressioni razziste, purtroppo, in varie parti d’Italia, e un progetto molto bello per conoscere i vari aspetti dell’immigrazione nel nostro Paese, e per vedere la persona dietro l’etichetta di migrante.

Nuovi argomenti, tanto materiale, pochissimo tempo. Seguiranno articoli non appena possibile. Ogni tanto fate un salto.

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L’acqua della pasta

Poesiola.

L’acqua della pasta

Piove sull’acqua in terra della pioggia
e fa le bolle grandi,
come nell’acqua pronta per la pasta.

Ed alla pasta basterebbe l’acqua
– acqua che bagna i campi –
se solamente ci si accontentasse.

Se ci bastasse il pieno della pancia,
e non ci ricattasse
l’affanno e il desiderio di possesso.

[Mario Badino]

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Campagna!

Seguirà un resoconto (ora non ce la faccio). Domenica scorsa, comunque, con Paolo e Marica, sono andato in esplorazione nella campagna tra Mesagne e San Vito dei Normanni (Brindisi) e ho attraversato luoghi incantevoli, che prometto di raccontare per la sezione Camminante del blog.

Per ora pubblico la foto qui sopra.

L’invito, naturalmente, è quello a prendere e andare, a camminare, a scoprire il mondo intorno a noi.

>>> PS: Notizia di queste passeggiate compare talvolta nel Gruppo Facebook Camminante.

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Giorni che.

Sono giorni che non riesco a pubblicare quello che scrivo. Che non riesco a scrivere. Sulle stragi nel mare. Su Lino Banfi all’UNESCO. Sullo schifo che mi fa il potere. Sullo schifo che mi faccio, incapace di reagire.

Montale

Sopra il cruscotto dell’auto,
per caso non per Montale,
ho un pezzo d’osso di seppia.

Qualche cd scompagnato,
per terra grani di sabbia,
poco più su gli scontrini.

Li tengo non per conforto,
giusto il disordine pigro
che spinge avanti la vita.

Quanto disgusto il potere,
che uccide per perpetuare
se stesso sopra la terra.

[Mario Badino]

Sono giorni che crollo per la stanchezza. Che mi sento in colpa per come impiego il tempo. Oggi, dovendo cucinare, ho cercato su internet come si fanno i cordon bleu in padella. Come si cuociono, intendo. E le patatine fritte. Quanto olio per friggere. Ho cercato su internet come si fanno i cordon bleu e le patatine fritte, seriamente. Che chef!

Sto alla frutta.

>>> Nella foto, l’ovest visto da via Udine, a Mesagne (Brindisi).

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Esperimento dantesco # 1

Nel mezzo della strada, a mezzogiorno,
sopra l’afalto crepato dal tempo,
cotta la pelle al collo, come in forno,

mi ritrovai in campagna, e nel contempo
godevo la bellezza degli ulivi
e l’altro, assai più triste, passatempo:

volger lo sguardo ai tratti distintivi
di questa civiltà che ci circonda
e fare propri gl’interrogativi

di chi si rende conto che s’affonda
e ancora lotta, e non vuol disperare,
senza che mai dall’alto si risponda.

Io dico dei rifiuti che gettare
si vuol così, sul ciglio della strada,
differenziati già per riciclare,

o tutti insieme, e vada come vada:
il vento scioglie i lacci e li sparpaglia
nell’erba che l’estate ha fatto rada.

Tra le bottiglie e l’altra cianfrusaglia,
gli stracci sporchi, i fustini sventrati,
la foto d’una donna in calzamaglia,

giacevano pupazzi abbandonati,
cocci di vetro e scatole di latta,
che il sole riscaldava sopra i prati.

«Ahi!» dissi «questa gente è tutta matta:
sporcan l’ambiente con le loro mani,
e credon che la pioggia avrà disfatta

la spazzatura prima di domani».

[Mario Badino]

  

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La selva oscura

Sono stato all’Auchan, non esattamente un viaggio, né una scampagnata all’aria aperta, però ho notato che gli alberelli striminziti piantati nel parcheggio all’epoca dell’inaugurazione sono cresciuti ormai in maniera consistente.

Da un lato il tempio degli acquisti, dall’altro la latta colorata delle auto in sosta, ma insieme anche le piante che si fanno grandi, nonostante tutto.

E credo veramente che un barlume di speranza, in questo mondo che sacrifichiamo ogni giorno al portafogli, possa venire dalla facilità con cui la natura trova varchi, avamposti per ricolonizzare – se lasciata in pace o addirittura lievemente incoraggiata – gli spazi che le abbiamo sottratto.

La situazione ambientale è drammatica, e drammatico è il fatto che a nessun governo occidentale importi nulla di scongiurare le morti per avvelenamento da sostanze inquinanti, né di contenere, per quanto possibile, il riscaldamento globale.

Però piantare alberi, questo possiamo farlo. Per ripulire un po’ l’aria, almeno a livello locale. Per portare un po’ di frescura. Per lanciare un messaggio.

Possiamo farlo come individui, e chiedere ai nostri amministratori di farlo come enti territoriali. Possiamo proporre la piantumazione di alberi nei cortili delle scuole dei nostri figli. Possiamo anche soltanto arricchire i nostri balconi con le piante.

Più alberi possibile. Costruire un bosco, se si ha o si trova un pezzo di terreno, oppure piantare un albero qui, uno lì, fino a creare una foresta diffusa sul territorio.

Esistono bandi, ritengo, per favorire la riforestazione dei nostri territori. Esistono terreni incolti che potrebbero essere acquistati per poco.

È un’azione concreta che possiamo fare, e che voglio anche proporre – tra il serio e il faceto – a vari personaggi della politica o del mondo dello spettacolo. Far crescere i boschi. Sia pure al fine di farsi belli con l’opinione pubblica, ché tanto è il risultato quello che conta.

E ora una poesiola:

Auchan

Ricordo gli alberelli sminchiatelli
dei tempi d’antan / davanti all’Auchan;
sono cresciuti in fretta, dopotutto.

Se la civiltà / venisse meno,
avremmo la foresta nel parcheggio,
con i carrelli / arrugginiti e tutto.

[Mario Badino, 14 gennaio 2019]

>>> PS: Quelli nella foto, in ogni caso non sono gli alberi del parcheggio dell’Auchan.

>>> PPS: Il titolo «La selva oscura» è venuto così, con riferimento alla scomparsa della nostra civiltà e la foresta che cresce nel parcheggio; detto questo, mi frulla per il capo un progetto letterario legato a Dante, a un mondo post catastrofe, ai rifiuti nei campi.

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Mesagne Poetry Slam: grazie a tutti!

Grazie a tutte le persone che han partecipato. Il Mesagne Poetry Slam è stato, i poeti han poetato, la poesia ha trionfato.

Il che significa che, ieri più che mai, la poesia è stata la vincitrice assoluta della “gara”, anche perché pochi decimi di punto hanno differenziato il risultato dei tre finalisti, Gionata Atzori, giunto poi primo, Francesco Palmieri, 2°, e Dino Steyr Andrisano, 3°.

Io ero l’MC e mi sono divertito molto, e mi pare che lo stesso sia successo al pubblico presente. In questa sede dunque mi limito a ringraziare tutte le persone che erano là, a godersi lo spettacolo, e naturalmente i concorrenti in gara:

Dino Steyr Andrisano
Gionata Atzori
Pierluigi Conte
Greg Cricoriu
Manuela Miccoli
Francesco Palmieri
Mariada Perrucci
Edgar Sardiello
Desirée Zirro,

insieme anche ad altri due iscritti che alla fine non hanno potuto venire.

Ringrazio Marcello Ostuni e il Salento Fun Park per la disponibilità, l’accoglienza, la birra e i premi.

Ringrazio Giancarlos Stellini per aver realizzato il video di presentazione, e per le riprese durante lo slam. Chissà che nei prossimi giorni non esca qualcosa sulla serata di ieri…

Ringrazio infine Andrea Bitonto, ospite della serata, che ci ha incantati con le sue poesie, brani che interpretati dall’autore meriterebbero di trasformarsi in un vero e proprio spettacolo (chissà che Andrea non ci stia pensando?).

Darò notizia dei prossimi slam qui sul blog. Se ho capito bene, uno dovrebbe essere a Bari, il 25 gennaio; un altro allo ZEI di Lecce, il medesimo giorno.

Il Mesagne Poetry Slam, invece, vi dà l’appuntamento all’anno prossimo.

>>> La foto di gruppo dei poeti è di Giancarlos Stellini.

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